Interventi anni 2001-2005

GIOVANNI PAOLO II

REGINA CÆLI

Seconda Domenica di Pasqua, 18 aprile 2004

1. Dall’alto della Croce, il Venerdì Santo Gesù ci ha lasciato come suo testamento il perdono: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Martoriato e schernito, ha invocato misericordia per i suoi uccisori. Le sue braccia aperte e il suo cuore trafitto sono così diventati il sacramento universale della tenerezza paterna di Dio, che offre a tutti il perdono e la riconciliazione.

Il giorno della risurrezione il Signore, apparendo ai discepoli, li salutò così: “Pace a voi!”, e mostrò le mani e il costato con i segni della passione. Otto giorni dopo, come leggiamo nell’odierna pagina evangelica, ritornò ad incontrarli nel Cenacolo e nuovamente disse: “Pace a voi!” (cfr Gv 20,19-26).

2. La pace è il dono per eccellenza di Cristo crocifisso e risorto, frutto della vittoria del suo amore sul peccato e sulla morte. Offrendo se stesso, immacolata vittima di espiazione sull’altare della Croce, Egli ha riversato sull’umanità l’onda benefica della Divina Misericordia.

Gesù, pertanto, è la nostra pace, perché è la manifestazione perfetta della Divina Misericordia. Egli infonde nel cuore umano, che è un abisso sempre esposto alla tentazione del male, l’amore misericordioso di Dio.

3.Oggi, Domenica in Albis, celebriamo la Domenica della Divina Misericordia. Il Signore invia anche noi a recare a tutti la sua pace, fondata sul perdono e sulla remissione dei peccati. Si tratta di un dono straordinario, che Egli ha voluto legare al Sacramento della penitenza e della riconciliazione. Quanto ha bisogno l’umanità di sperimentare l’efficacia della misericordia di Dio in questi tempi segnati da crescente incertezza e violenti conflitti!

Maria, Madre di Cristo nostra pace, che sul Calvario ha raccolto il suo testamento d’amore, ci aiuti a essere testimoni e apostoli della sua infinita misericordia.

REGINA COELI

II Domenica di Pasqua, 27 aprile 2003

1. Al termine di questa solenne celebrazione, desidero salutare tutti voi, cari Fratelli e Sorelle, che siete venuti da varie parti d’Italia e del mondo per rendere omaggio ai nuovi Beati e per esprimere la vostra devozione alla Divina Misericordia.

Saluto, in modo particolare, i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti presenti, come pure i numerosi gruppi di pellegrini.

Saluto inoltre i Sacerdoti, le Religiose e i fedeli che animano il Centro di Spiritualità della Divina Misericordia, attivo ormai da dieci anni qui a Roma nella chiesa di Santo Spirito in Sassia.

2.Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini dell’Austria, venuti a Roma in occasione della beatificazione di Padre Marco d’Aviano, molto onorato a Vienna. La sua fede incrollabile e il suo amore filiale per la Madre di Dio s’irradiavano sugli uomini. Lasciatevi guidare dall’esempio di questo nuovo Beato e portate nel mondo la luce del Risorto.

3. Gesù risorto incontra nel Cenacolo i discepoli e ad essi offre il dono pasquale della pace e della misericordia. Ben si comprende, meditando l’odierna pagina evangelica, come la vera pace scaturisca da un cuore riconciliato, che abbia sperimentato la gioia del perdono e sia perciò pronto a perdonare. La Chiesa, raccolta anche oggi spiritualmente in preghiera nel Cenacolo, presenta al suo Signore le gioie e le speranze, i dolori e le angosce del mondo intero. Ed egli offre come rimedio efficace la “Divina Misericordia”, chiedendo ai suoi ministri di farsi di essa strumenti generosi e fedeli.

4. Insieme ai nuovi Beati, che ci indicano la strada da seguire sempre confidando nell’aiuto del Signore, è spiritualmente presente tra noi Maria, la Regina degli Apostoli e di tutti i Santi. Oggi la invochiamo, in particolare, quale Madre della Divina Misericordia, pregando per l’intera famiglia umana, consapevoli che solo nella misericordia di Dio il mondo può trovare la pace. A Maria affidiamo in modo speciale le Chiese d’Oriente che celebrano in questa domenica la Pasqua di risurrezione.

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 21 agosto 2002

1. Torno quest’oggi con il pensiero all’ottavo viaggio nella mia terra natale, che la Divina Provvidenza mi ha dato di compiere felicemente nei giorni scorsi.

Rinnovo l’espressione della mia gratitudine al Signor Presidente della Repubblica di Polonia, al Signor Primo Ministro, alle Autorità nazionali civili e militari di ogni ordine e grado, come pure a quelle della città di Cracovia, per aver assicurato alla mia visita un sereno svolgimento. Il mio cordiale pensiero si rivolge poi al Primate, il Cardinale Józef Glemp, all’Arcivescovo di Cracovia, Cardinale Franciszek Macharski, all’intero Episcopato, ai sacerdoti, ai consacrati e a quanti hanno preparato questo importante evento ecclesiale, e vi hanno preso parte con fede e devozione.

È soprattutto ai miei carissimi Connazionali che intendo inviare il mio più caloroso ringraziamento per avermi accolto numerosissimi, con commovente affetto e intensa partecipazione. La visita ha toccato una sola diocesi, ma idealmente ho abbracciato l’intera Polonia, a cui auguro di proseguire il suo sforzo per costruire l’autentico progresso sociale, mai venendo meno alla fedele salvaguardia della propria identità cristiana.

2. “Dio, ricco di misericordia” (Ef 2, 4). Sono risuonate spesso queste parole durante il mio pellegrinaggio apostolico. In effetti, scopo principale della visita è stato proprio quello di annunciare ancora una volta Dio “ricco di misericordia”, soprattutto mediante la consacrazione del nuovo Santuario della Divina Misericordia a Łagiewniki. Il nuovo tempio sarà un centro d’irradiazione mondiale del fuoco della misericordia di Dio, secondo quanto il Signore volle manifestare a santa Faustina Kowalska, Apostola della Divina Misericordia.

“Gesù, confido in Te!”: ecco la preghiera semplice che ci ha insegnato suor Faustina e che in ogni istante della vita possiamo avere sulle labbra. Quante volte anch’io come operaio e studente e, poi, come sacerdote e Vescovo, in periodi difficili della storia della Polonia, ho ripetuto questa semplice e profonda invocazione, constatandone l’efficacia e la forza.

La misericordia è uno degli attributi più belli del Creatore e del Redentore e la Chiesa vive per accostare gli uomini a questa fonte inesauribile, di cui è depositaria e dispensatrice. Ecco perché ho voluto affidare alla Divina Misericordia la mia Patria, la Chiesa e l’intera umanità.

3. L’amore misericordioso di Dio apre il cuore ad atti concreti di carità verso il prossimo. Così è stato per l’Arcivescovo Zygmunt Szczęsny Feliński, Padre Jan Beyzym, Suor Sancja Szymkowiak e Don Jan Balicki, che ho avuto la gioia di proclamare Beati durante la Messa celebrata a Cracovia, nel Parco di Błonie, domenica scorsa.

Ho voluto additare al popolo cristiano questi nuovi Beati, perché il loro esempio e le loro parole siano di stimolo e di incoraggiamento a testimoniare con i fatti l’amore misericordioso del Signore, che vince il male con il bene (cfr Rm 12, 21). Solo così è possibile costruire l’auspicata civiltà dell’amore, la cui mite forza contrasta con vigore il mysterium iniquitatis presente nel mondo. A noi, discepoli di Cristo, spetta il compito di proclamare e vivere l’alto mistero della Misericordia Divina che rigenera il mondo, spingendo ad amare i fratelli e persino i nemici. Questi Beati, insieme con gli altri Santi, sono fulgidi esempi di come la “fantasia della carità”, di cui ho parlato nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, ci faccia essere vicini e solidali con quanti soffrono (cfr n. 50), artefici d’un mondo rinnovato dall’amore.

4. Il mio pellegrinaggio mi ha poi condotto a Kalwaria Zebrzydowska, per ricordare i 400 anni del Santuario dedicato alla Passione di Gesù e alla Madonna Addolorata. A quel luogo santo sono legato sin dall’infanzia. Molte volte vi ho sperimentato come la Madre di Dio rivolga i suoi occhi misericordiosi all’uomo afflitto, bisognoso della saggezza e dell’aiuto di Lei, Signora delle grazie.

Dopo Częstochowa, è uno dei santuari più conosciuti e frequentati di tutta la Polonia, in cui affluiscono fedeli anche dai Paesi vicini. Dopo aver percorso i sentieri della Via Crucis e della Compassione della Madre di Dio, i pellegrini sostano davanti all’immagine antica e miracolosa di Maria Avvocata nostra, che li accoglie con occhi pieni di amore. Accanto a Lei si può percepire e penetrare il misterioso legame tra il Redentore che “patì” sul Calvario e sua Madre che “compatì” ai piedi della Croce. In questa comunione d’amore nella sofferenza è difficile non vedere la sorgente della forza d’intercessione che la preghiera della Vergine ha per noi suoi figli.

Alla Madonna chiediamo di accendere nei cuori la scintilla della grazia di Dio, aiutandoci a trasmettere al mondo il fuoco della Divina Misericordia. Sia Maria ad ottenere per tutti il dono dell’unità e della pace: l’unità della fede, l’unità dello spirito e del pensiero, l’unità delle famiglie; la pace dei cuori, la pace delle nazioni e del mondo, in attesa del ritorno glorioso di Cristo.

VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Internazionale di Kraków-Balice

Lunedì, 19 agosto 2002

1. “Polonia, mia cara patria, […] Dio t’innalza e ti tratta in modo particolare, ma sappi esserGliene riconoscente” (Diario, 1038). Con queste parole, prese dal Diario di santa Faustina, desidero congedarmi da voi, cari Fratelli e Sorelle, miei Connazionali!

Nel momento in cui devo tornare in Vaticano, ancora una volta, con grande gioia, volgo il mio sguardo a tutti voi e ringrazio Dio che mi ha permesso di soggiornare nuovamente in Patria. Con il pensiero ripercorro le tappe del pellegrinaggio di questi tre giorni: Łagiewniki, Błonia di Cracovia, Kalwaria Zebrzydowska. Conservo nella memoria la folla orante dei fedeli, testimonianza della fede della Chiesa in Polonia e della sua fiducia nella potenza della misericordia di Dio. Congedandomi, voglio salutarvi tutti, cari Connazionali. In tanti mi hanno aspettato. In tanti hanno voluto incontrarmi. Non tutti sono riusciti. Forse la prossima volta…

Alle famiglie polacche auguro di trovare nella preghiera la luce e la forza per compiere i loro doveri, seminando in ogni ambiente il messaggio dell’amore misericordioso. Dio, fonte della vita, vi benedica ogni giorno. Saluto coloro che ho incontrato personalmente lungo il mio pellegrinaggio e coloro che hanno partecipato agli incontri del viaggio apostolico mediante i mezzi di comunicazione sociale. Ringrazio, in particolare, i malati e le persone anziane per aver sostenuto la mia missione con la preghiera e con la sofferenza. Auguro che l’unione spirituale con Cristo misericordioso sia per loro fonte di sollievo nelle sofferenze fisiche e spirituali.

Abbraccio con lo sguardo dell’anima l’intera mia amata Patria. Gioisco dei successi, delle buone aspirazioni e delle iniziative coraggiose. Con inquietudine ho parlato delle difficoltà e di quanto costano i cambiamenti, che dolorosamente ricadono sui più poveri e sui più deboli, sui disoccupati, sui senzatetto e su chi è costretto a vivere in condizioni sempre più difficili e nell’incertezza dell’avvenire. Partendo, voglio raccomandare queste precarie situazioni della nostra Patria alla Provvidenza Divina e invitare i responsabili della gestione dello Stato ad essere sempre premurosi per il bene della Repubblica e dei suoi cittadini. Lo spirito di misericordia, di fraterna solidarietà, di concordia e di autentica attenzione al bene della Patria regni tra voi. Spero che coltivando tutti questi valori la società polacca, che da secoli appartiene all’Europa, troverà una collocazione appropriata nelle strutture della Comunità Europea. E non solo non perderà la propria identità, ma arricchirà la sua tradizione, quella del Continente e di tutto il mondo.

2. I giorni di questo breve pellegrinaggio sono stati per me un’occasione per ricordare e riflettere profondamente. Ringrazio Dio che mi ha dato la possibilità di visitare Cracovia e Kalwaria Zebrzydowska. Lo ringrazio per la Chiesa in Polonia, che, con spirito di fedeltà alla Croce e al Vangelo, da mille anni condivide le sorti della Nazione, la serve con zelo e la sostiene nei suoi buoni propositi e aspirazioni. Lo ringrazio perché la Chiesa in Polonia rimane fedele a questa missione e chiedo che sia così sempre.

Desidero esprimere gratitudine a coloro che hanno contribuito al felice svolgimento del pellegrinaggio. Nelle mani del Signor Presidente della Repubblica Polacca pongo ancora una volta il ringraziamento per l’invito e per la cura posta nel preparare la visita. Ringrazio il Signor Primo Ministro per la collaborazione tra le autorità civili e i rappresentanti della Chiesa. Sono grato per ogni gesto di buona volontà.

Sono grato alle Autorità amministrative, regionali e comunali – soprattutto di Cracovia e di Kalwaria -, per la benevolenza, la premura e lo sforzo compiuto.

Dio ripaghi quanti si sono adoperati nei vari compiti liturgici e pastorali, gli operatori della televisione, della radio e della stampa, i servizi d’ordine – i militari, i poliziotti, i vigili del fuoco, gli operatori sanitari – e coloro che in qualsiasi modo hanno contribuito allo svolgimento del pellegrinaggio. Non voglio trascurare nessuno; quindi a tutti ancora una volta di cuore ripeto: Dio vi ricompensi!

3. Con particolare gratitudine mi rivolgo al Popolo di Dio in Polonia. Ringrazio la Conferenza Episcopale Polacca e, anzitutto, il Cardinale Primate per l’invito rivoltomi, per la preparazione spirituale dei fedeli e per lo sforzo organizzativo che il mio pellegrinaggio ha comportato. Speciali parole di ringraziamento dirigo ai sacerdoti, ai seminaristi e alle religiose. Grazie per la preparazione della liturgia e per l’accompagnamento dei fedeli durante i nostri incontri. Grazie all’intera Chiesa in Polonia per la comune perseveranza nella preghiera, per la calorosa accoglienza e per ogni manifestazione di benevolenza. Cristo misericordioso ricompensi abbondantemente la vostra generosità con la sua benedizione.

Tra i ringraziamenti non può mancare un cenno speciale all’amata Chiesa in Cracovia. Particolari espressioni di gratitudine rivolgo di cuore al Cardinale Franciszek Macharski, Metropolita di Cracovia, per l’ospitalità e per aver così magnificamente preparato la Città agli importanti eventi compiutisi nei giorni scorsi. Grazie di cuore alle Suore della Misericordiosa Madre di Dio a Łagiewniki e a quanti ogni giorno davanti all’effige di Gesù misericordioso elevano preghiere secondo le intenzioni della mia missione apostolica. Mi congratulo con l’Arcidiocesi di Cracovia e con tutta la Polonia per il nuovo tempio, che mi è stato concesso di dedicare. Sono convinto che il Santuario di Łagiewniki costituirà un significativo punto di riferimento ed un efficace centro del culto della Divina Misericordia. I raggi di luce che scendono dalla torre del tempio di Łagiewniki, e che ricordano i raggi dell’immagine di Gesù misericordioso, si irradino con spirituale riflesso sull’intera Polonia: dai Tatra al Baltico, dal Bug all’Oder, e su tutto il mondo!

4. “Dio ricco di misericordia”! Ecco le parole che hanno costituito l’idea principale della visita. Le abbiamo lette come un invito rivolto alla Chiesa e alla Polonia nel nuovo millennio. Auguro ai miei Connazionali che sappiano accogliere con cuore aperto questo messaggio della misericordia e che riescano a portarlo ovunque gli uomini hanno bisogno della luce della speranza.

Conservo nel cuore il bene compiuto nei giorni del pellegrinaggio e di cui ho avuto parte. Grato per tutto, con l’intera comunità ecclesiale in Polonia ripeto davanti a Gesù misericordioso: “Gesù, confido in Te!”. Questa sincera confessione porti sollievo alle future generazioni nel nuovo millennio. Dio ricco di misericordia vi benedica!

E per concludere, che dire? Mi dispiace di andare via!

VIAGGIO APOSTOLICO DI GIOVANNI PAOLO II IN POLONIA

ANGELUS

Parco di Błonie, Kraków

Domenica, 18 agosto 2002

Prima di concludere la Liturgia con la preghiera dell’Angelus, voglio rivolgermi ai giovani. Purtroppo durante la visita non è stato possibile un incontro speciale con loro, che ho visto lungo tutto il percorso del pellegrinaggio. So essere qui presente un folto gruppo di membri del movimento Luce e Vita, che ha trascorso la notte in preghiera nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo nella parrocchia di Tutti i Santi, per poter incontrare il Papa durante questa solenne Santa Messa.

Mi ricordo che esattamente trent’anni fa, il 16 agosto, a Blyszcz, vicino a Tylmanowa sul fiume Dunajec, ebbi modo di partecipare ai cosiddetti “Giorni di Comunione”. Dicevo allora che mi è familiare lo stile di vita inaugurato e proposto ai giovani dal Servo di Dio, Padre Franciszek Blachnicki. E non ho mai cambiato idea.

Ringrazio Dio per questo movimento, che negli anni difficili del passato ha portato tanti frutti spirituali nel cuore dei giovani, e oggi rappresenta un ambiente stimolante per la crescita spirituale della gioventù e delle famiglie. Amati membri dell’Oasi, quand’ero Vescovo di Cracovia ho cercato di sostenervi con la mia presenza; come Vescovo di Roma continuo ad accompagnarvi ininterrottamente con la preghiera e la vicinanza spirituale. L’amore per l’Eucaristia e per la Bibbia illumini sempre di luce divina i sentieri della vostra vita.

Saluto anche i membri dell’Associazione Cattolica della Gioventù, nonché gli Scouts. Affido anche voi incessantemente alla protezione della Madre Santissima. Dio vi benedica tutti!

Carissimi giovani amici! Recentemente a Toronto, in Canada, si è svolto l’incontro speciale dei giovani di tutto il mondo, che avviene ogni due anni, chiamato Giornata Mondiale della Gioventù. È stato un avvenimento meraviglioso, vissuto con spirito di fede; è la fede il solido fondamento dell’entusiasmo delle aspirazioni e dei propositi giovanili. Come ho già detto, sulle rive del lago Ontario abbiamo rivissuto l’esperienza della gente di Galilea, alla quale Gesù consegnò il messaggio delle Beatitudini sulle sponde del lago di Tiberiade. Oggi ritorno a tale esperienza, tenendo presente il messaggio sulla Divina Misericordia. Tramite santa Faustina Dio lo consegna a voi, affinché nella sua luce possiate meglio capire che vuol dire essere poveri in spirito, misericordiosi, operatori di pace, affamati ed assetati di giustizia, e, infine, perseguitati a causa del nome di Gesù. È necessaria in ogni tempo la testimonianza di uomini che vivono secondo le Beatitudini. Ce n’è bisogno anche oggi. Chiedo a Dio che la vostra vita, vissuta secondo questa esigente divina misura, rappresenti un’attraente testimonianza della misericordia nei nostri tempi.

Ricordatevi che Cristo vi circonda incessantemente con il suo amore misericordioso. Che questa consapevolezza vi riempia di pace e vi conduca sui sentieri difficili della quotidianità.

Desidero anche salutare, in modo speciale, i membri dell’Associazione Amici dei Lebbrosi di P. Jan Beyzym, la quale continua con frutto la sua missione di aiuto ai lebbrosi. Vi chiedo: non cessi mai la vostra opera di misericordia, e il vostro patrono vi sostenga.

Saluto tutta la Chiesa in Madagascar soprattutto i lebbrosi. Vi protegga la Madonna di Częstochowa, la cui devozione è rimasta come particolare patrimonio del beato Jan Beyzym.

Saluto quelli che hanno trovato posto ai piedi della collina di Kościuszko e anche in Aleje.

Saluto i pellegrini dall’Arcidiocesi di Varsavia, guidati dal Cardinale Primate. La beatificazione dell’Arcivescovo Sigismondo Felice Felinski si è svolta a Cracovia, perché qui egli ha completato la vita, ma per sempre rimarrà patrono della vostra Arcidiocesi, che ha servito per un breve periodo, lasciando però un’impronta indelebile della sua profonda spiritualità. Per sua intercessione, invoco prosperità per la Capitale e per tutti i suoi abitanti.

Non posso dimenticare l’Arcidiocesi di Przemysl, che oggi si rallegra perché è stato elevato alla gloria degli altari il Padre Jan Balicki. Saluto l’Arcivescovo Józef, il clero e i fedeli, e prego Dio che il culto del nuovo Patrono porti nei cuori di tutti abbondanti frutti di grazia.

Saluto i Padri Gesuiti con il loro Preposito Generale. Oggi avete un nuovo beato: Jan Beyzym. La sua dedizione alla causa di Dio e dell’uomo bisognoso sia per voi esempio che vi sollecita a intraprendere sempre nuovi compiti, secondo le esigenze dei tempi.

Ancora una volta saluto le Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, le Suore Francescane della Famiglia di Maria e le Suore Serafiche, augurando loro di crescere in numero e in meriti davanti a Dio e agli uomini.

Infine, bisogna rispettare gli ospiti, giunti da varie parti del mondo. Permettete, dunque, che saluti i pellegrini provenienti dalla Lituania, dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Bielorussia, dall’Uzbekistan, dalla Slovacchia, dalla Repubblica Ceca, dall’Ungheria, dall’Italia, dall’Austria, dal Canada, dall’Inghilterra, dalla Francia, dalla Germania, dalla Svezia, dalla Svizzera, dagli Stati Uniti e da altri Paesi. La loro presenza testimonia che il culto della Divina Misericordia si espande in tutta la terra. E grazie a Dio! Sono convinto che essi porteranno questo messaggio ai loro familiari e negli ambienti in cui vivono. Prego affinché questo sia un dono di speranza e di pace per tutti gli uomini di buona volontà.

VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Internazionale di Kraków-Balice

Venerdì, 16 agosto 2002

Signor Presidente della Repubblica Polacca,

Signor Cardinale Primate,

Signor Cardinale Metropolita di Cracovia,

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Di nuovo saluto la Polonia e tutti i miei Connazionali. Lo faccio con gli stessi sentimenti di commozione e di gioia che provo ogni volta che mi ritrovo in Patria. Ringrazio vivamente il Signor Presidente per le parole di saluto che poc’anzi mi ha rivolto a nome proprio e delle autorità civili della Repubblica Polacca. Sono grato al Cardinale Franciszek Macharski, mio successore nella Sede di Cracovia, per le espressioni di benevolenza indirizzatemi a nome della Metropolia di Cracovia a me tanto vicina, nonché a nome dell’Episcopato Polacco e di tutto il Popolo di Dio che vive nella nostra Patria.

Questa volta vengo soltanto a Cracovia, ma con un pensiero cordiale abbraccio l’intera Polonia e tutti i Connazionali. Saluto il Signor Cardinale Primate, gli altri Cardinali, i Fratelli nell’Episcopato, i sacerdoti, i rappresentanti delle Famiglie religiose maschili e femminili, i seminaristi e tutti i fedeli laici. Una parola di saluto rivolgo ai rappresentanti delle Autorità statali, guidate dal Presidente della Repubblica, e locali; ai membri del Corpo Diplomatico con il loro decano, il Nunzio Apostolico; alle autorità civili delle città di Cracovia, di Kalwaria Zebrzydowska e di Wadowice.

In modo particolare, voglio salutare la mia città di Cracovia e tutta l’Arcidiocesi. Saluto il mondo della scienza e della cultura, gli ambienti universitari e quanti con un lavoro intenso nell’industria, nell’agricoltura e negli altri settori contribuiscono a costruire lo splendore materiale e spirituale della città e della regione.

Voglio cordialmente salutare i giovani ed abbracciare i bambini. Ringrazio questi ultimi per la testimonianza di fede che pochi giorni fa hanno dato a Toronto, in Canada, durante l’indimenticabile XVII Giornata Mondiale della Gioventù. In modo particolare, saluto coloro che portano il peso della sofferenza: i malati, le persone sole, gli anziani, coloro che vivono nella povertà e nell’indigenza. Durante questi giorni continuerò a raccomandare le vostre sofferenze alla Misericordia di Dio, e a voi chiedo di pregare, affinché il mio ministero apostolico sia fruttuoso e colmi ogni aspettativa.

Con rispetto e deferenza mi rivolgo ai fratelli Vescovi e ai fedeli della Chiesa Ortodossa, della Chiesa Evangelica Luterana e ai fedeli delle altre Chiese e Comunità ecclesiali. Saluto la comunità degli Ebrei, i seguaci dell’Islam e tutti gli uomini di buona volontà.

2. Fratelli e Sorelle! “Dio ricco di misericordia”. Ecco il motto di questo pellegrinaggio. Ecco il suo proclama. È stato preso dall’Enciclica Dives in misericordia, però qui, a Cracovia, a Lagiewniki questa verità ha trovato la sua particolare rivelazione. Da qui, grazie all’umile servizio di un’insolita testimone – santa suor Faustina – risuona il messaggio evangelico dell’amore misericordioso di Dio. Ecco perché la prima tappa del mio pellegrinaggio e il primo scopo è la visita al Santuario della Divina Misericordia. Sono lieto di avere la possibilità di dedicare il nuovo tempio, che diventa un centro mondiale del culto di Gesù misericordioso.

La Misericordia di Dio trova il suo riflesso nella misericordia degli uomini. Da secoli Cracovia si è gloriata di grandi personaggi che, fidando nell’amore divino, testimoniarono la misericordia tramite concreti atti d’amore verso il prossimo. Basti menzionare santa Edvige di Wavel, san Giovanni di Kęty, Padre Piotr Skarga o, più vicino ai nostri tempi, san Fra’ Alberto. A Dio piacendo, a loro si uniranno i servi di Dio che eleverò alla gloria degli altari durante la Santa Messa nel Parco di Błonie. La beatificazione di Sigismondo Felice Feliński, Jan Beyzym, Sancja Szymkowiak e Jan Balicki costituisce il secondo scopo del mio pellegrinaggio. Sin d’ora auspico che questi nuovi Beati, i quali hanno dato l’esempio di un servizio di misericordia, ci ricordino il grande dono dell’amore di Dio e ci dispongano a praticare quotidianamente l’amore del prossimo.

C’è un terzo scopo del pellegrinaggio a cui voglio accennare. È la preghiera di ringraziamento per i 400 anni del Santuario di Kalwaria Zebrzydowska, al quale sono legato fin dall’infanzia. Lì, sui sentieri percorsi nella preghiera, ho cercato la luce, l’ispirazione per il mio servizio alla Chiesa di Cracovia e in Polonia, e lì ho preso varie difficili decisioni pastorali. Lì appunto, tra il popolo fedele e orante, ho appreso la fede che mi è di guida anche sulla Sede di Pietro. Per l’intercessione della Madonna di Kalwaria voglio ringraziare Dio per questo dono.

3. Il pellegrinaggio e la meditazione sul mistero della Divina Misericordia non possono svolgersi senza riferimento alle vicende quotidiane di coloro che vivono in terra polacca. Perciò di esse desidero con particolare attenzione farmi carico e raccomandarle a Dio, fiducioso che Egli moltiplicherà con la sua benedizione i successi, e che le difficoltà e i problemi troveranno felice soluzione grazie al suo aiuto.

Le vicende polacche mi stanno molto a cuore. So quanto è cambiata la nostra Patria dal tempo della mia prima visita nel 1979. Questo è un nuovo pellegrinaggio, durante il quale posso osservare come i polacchi gestiscono la riconquistata libertà. Sono convinto che il nostro Paese si diriga coraggiosamente verso nuovi orizzonti di sviluppo nella pace e nella prosperità.

Sono lieto che, nello spirito dell’insegnamento sociale della Chiesa, molti miei Connazionali si impegnino nel costruire la comune casa della Patria sul fondamento della giustizia, dell’amore e della pace. So che tanti osservano e valutano con sguardo critico il sistema, che pretende di governare il mondo contemporaneo secondo una visuale materialista dell’uomo.

La Chiesa ha sempre ricordato che non si può costruire un futuro felice della società sulla povertà, sull’ingiustizia, sulla sofferenza di un fratello. Gli uomini che si muovono nello spirito dell’etica sociale cattolica non possono restare indifferenti di fronte alle sorti di coloro che rimangono senza lavoro, vivono in uno stato di crescente povertà senza alcuna prospettiva di miglioramento della propria situazione e del futuro dei loro figli.

So che tante famiglie polacche, soprattutto le più numerose, tanti disoccupati e persone anziane portano il peso dei cambiamenti sociali ed economici. A tutti costoro voglio dire che condivido il loro fardello e la loro sorte. Condivido le loro gioie e le loro sofferenze, i progetti e gli impegni protesi verso un futuro migliore. Ogni giorno li sostengo nelle loro buone intenzioni con una fervida preghiera.

A loro e a tutti i miei Connazionali porto oggi il messaggio della speranza che scaturisce dalla Buona Novella: Dio ricco di misericordia rivela ogni giorno in Cristo il suo amore. Lui, Cristo risorto, dice a ognuno e ognuna di voi: “Non temere! Io sono il Primo e l’ Ultimo, il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre” (Ap 1, 17-18). Ecco il proclama della Divina Misericordia, che porto oggi alla mia Patria e ai miei Connazionali: “Non temere”! Confida in Dio che è ricco di misericordia. È con te Cristo, l’infallibile Datore della speranza.

Voglio ancora scusarmi: il Presidente sta in piedi, ma io sto seduto. Chiedo scusa per questo, ma devo anche constatare che mi hanno creato qui una barriera, la quale non mi permette di alzarmi.

Carissimi Fratelli e Sorelle! I tre giorni del mio soggiorno in Patria facciano rinascere in noi una profonda fede nella potenza della misericordia di Dio. Ci uniscano ancor di più nell’amore; ci stimolino alla responsabilità per la vita di ogni uomo e ogni donna e per le loro esigenze quotidiane; ci predispongano alla bontà, alla reciproca comprensione, affinché diventiamo ancor più vicini nello spirito della misericordia. La grazia della speranza riempia i vostri cuori!

Ancora una volta cordialmente saluto quanti sono qui presenti e tutti benedico di cuore.

Dio vi benedica!

REGINA COELI

Domenica, 22 aprile 2001

1. Mentre ci avviamo a concludere questa solenne celebrazione eucaristica, volgiamo lo sguardo a Maria Santissima, che oggi invochiamo col titolo dolcissimo di “Mater misericordiae”. Maria è “Madre della misericordia” perché madre di Gesù, nel quale Dio ha rivelato al mondo il suo “cuore” traboccante d’amore.

E’ proprio mediante la maternità della Vergine Maria che la compassione di Dio per l’uomo si è comunicata al mondo. Iniziata a Nazaret per opera dello Spirito Santo, la maternità di Maria ha avuto compimento nel mistero pasquale, quando Ella fu intimamente associata alla passione, morte e risurrezione del divin Figlio. Ai piedi della croce la Madonna divenne madre dei discepoli di Cristo, madre della Chiesa e dell’intera umanità. “Mater misericordiae”.

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